Echi dalla semifinale di Coppa Svizzera

La vittoria nella semifinale di Coppa Svizzera e la conseguente qualifica per la finalissima di Ginevra, al di là del prestigioso risultato prettamente sportivo, ha ovviamente lasciato il segno negli animi delle protagoniste, sia nelle più esperte che nelle più giovani. Per tutte quella di sabato scorso è stata una giornata memorabile, contraddistinta da emozioni, pensieri, timori e infine gioia per il traguardo raggiunto. Soprattutto ha aperto una nuova, stimolante prospettiva nell’ottica della finale del 21 aprile, un appuntamento che per la maggior parte delle ragazze costituirà una prima assoluta nella loro carriera sportiva. Abbiamo quindi chiesto loro di confidarci i loro pensieri al riguardo.

Sofia Franscella:
Giocare un derby è sempre molto molto emozionante, in più essere consapevoli che non sarebbe stato un derby qualunque ma che chi avrebbe vinto sarebbe andato in finale di Coppa ha suscitato in me un po’ di paura e al tempo stesso un po’ di agitazione! Siamo comunque state brave ad entrare in campo molto concentrate rimanendo molto unite anche nei momenti più difficili della partita. Giocando con il cuore e con l’orgoglio siamo riuscite a portare a casa una bella vittoria! Ritengo che la finale di Coppa Svizzera sia una delle partite più emozionanti, intense e memorabili della stagione. Ho avuto la fortuna di giocarne già una con la maglia del Riva ed è uno dei ricordi più belli che mi sono rimasti dentro in 20 anni di basket. L’essere di nuovo arrivate in finale, questa volta con la maglia del Bellinzona (dopo 18 anni che non si qualificava più), mi rende molto felice e molto orgogliosa. Il sacrificio, l’impegno, il duro lavoro, l’unità e lo spirito di squadra credo siano i buoni requisiti per affrontare al meglio questa importante finale. E noi abbiamo tutte le carte in regola…

Myriam Sohm:
Ho vissuto il derby con un mix di emozioni: da una parte agitata, sapevo di dover dare tutto quello che avevo, perché in Coppa Svizzera non ci sono seconde chances; dall’altra ero tranquilla perchè dalla panchina ho ricevuto tutta la carica e la grinta necessaria a dare il 200% anche nei momenti difficili della partita e perchè sapevo che avremmo fatto tutte una buona performance di squadra. Quando infine abbiamo vinto ero sollevata e “appesantita” allo stesso tempo, in quanto la vera sfida deve ancora arrivare!!!!

Daria Voumard:
È stata una partita molto dura a livello mentale perchè la posta in gioco era alta ed eravamo le favorite nonostante arrivassimo da quattro uscite negative consecutive. Se avessimo perso sarebbe stata una di quelle sconfitte che non dimentichi più. Qualificarsi per la finale di Coppa succede rare volte nella carriera di una giocatrice, soprattutto se gioca in Ticino. Sono molto felice per la squadra, la società e i tifosi, quasi tutti vivranno questa esperienza per la prima volta e comunque andrà,  conserveranno nei ricordi questo bel momento per sempre. (Daria ha vinto la Coppa Svizzera 2016 nelle fila del Riva Muraltese)

Letizia Bordoli:
Durante la semifinale ero agitata ma anche consapevole che una partita del genere capita molto raramente, quindi ho saputo apprezzare molte cose, in primis tutte le persone che sono venute a vedere la partita. Raggiungere la finale significa molto, penso che la nostra squadra si è meritata questa qualificazione e lavoreremo duro per portare a casa la Coppa.

Alessia Bianda:
È difficile esprimere a parole un turbinio di sensazioni che si vivono durante un derby: si è avvolti dall’agitazione alla concentrazione, dal timore all’incoraggiamento, dalla tensione all’urlo liberatorio. La finale di Coppa è il risultato dell’impegno e della determinazione che ogni giocatrice ha investito costantemente in un lavoro denso ed oneroso intrapreso da diversi mesi.

Aline Ndombele:
Per me il derby è stato molto emozionante. Dentro di me sentivo un mix, tra tensioni, carica e “paura”. Dalla panchina riuscire a dare la giusta energia alle mie compagne che erano in campo è stata una bella soddisfazione.  Infine la vittoria è stata un’emozione ancora più grande. Il lavoro paga sempre ed essere arrivate fin qui ne è la dimostrazione.

Ottavia Lamprecht:
Il derby di semifinale per me? Allenamento, trasferte, vittorie, aspettative, delusioni e sostegno dalla panchina … Ma tutto con e per la squadra! La qualifica per la finale è un traguardo importante per coronare l’impegno e la fatica che tutte noi abbiamo dimostrato ritagliandoci il tempo tra scuola e lavoro a tempo pieno!

Elizabeth Mossi:
La consapevolezza che vincere avrebbe significato essere in finale mi ha messo un po’ di pressione e agitazione, ma avevo fiducia nelle mie compagne. Sapevo che avevamo tutte le carte in regola per poter vincere e sentivo che ci meritavamo quella vittoria. Quando poi è suonata la sirena finale ho capito che ce l’avevamo fatta e quello che sembrava cosi irraggiungibile si è rivelato essere vicinissimo. Vedo la finale di Coppa come la ricompensa per l’impegno che mettiamo ogni settimana in ogni allenamento e per la squadra unita e affiatata che abbiamo costruito grazie alle vittorie, ma anche alle sconfitte. Per  me inoltre l’emozione è ancora più grande perché si tratta della mia prima finale di Coppa Svizzera!

Martina Meroni:
Ho sostenuto e incitato le mie compagne durante la partita, e questo è stato senz’altro un grande motivo di orgoglio per una giovane giocatrice come me. Il risultato del derby è stato incerto fino all’ultimo minuto, e questo ha contribuito ad accrescere la gioia della vittoria. Prima c’è stata molta incertezza, compensata comunque dalla sensazione che tutte le ore di allenamento, tutte le lacrime e le sconfitte avrebbero alla fine potuto portare ad una meritata vittoria. E quando questa è arrivata, la consapevolezza di essere in finale è stata un’emozione fantastica. Poter prendere parte alla finale di Coppa Svizzera è un onore immenso, e una grandissima ricompensa per tutte le ore di allenamento investite.  Anche soltanto poterci essere per sostenere la mia squadra dalla panchina sarà un’emozione incredibile, amplificata dal fatto che sarà la mia prima finale di Coppa Svizzera.

Mirella Ambrosioni:
A causa di un recente infortunio non ho purtroppo potuto partecipare alla semifinale di Coppa. Seguire comunque la partita dalla panchina è stata davvero un’emozione fortissima e unica: poter incitare le mie compagne e sostenerle nei momenti difficili  è stato davvero qualcosa di indimenticabile. Questa finale rappresenta per me, come penso per tutta la squadra, un’occasione unica, che ripaga  tutti i sacrifici da noi svolti. Sono davvero contentissima di poter accompagnare la mia squadra in questa avventura, anche dalla panchina.

 

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