Gara 2: successo sfiorato

Le assenze di Voumard e Bordoli, il poco agevole turno infrasettimanale con la lunga trasferta, l’esperienza di gara 1 lasciavano pensare che quella di ieri sera a Friborgo sarebbe stata una partita dura dall’esito scontato. Invece non è stato così, e le friborghesi per qualche minuto hanno persino dubitato del successo.

La voglia di vincere è intatta, come anche la volontà di rendere la vita difficile all’Élfic, innegabilmente favorito per la vittoria finale, ma l’impresa ieri sembrava difficile. E invece, come spesso accade, il pronostico è stato ribaltato, o quasi… Infatti a 5 minuti dal termine, sul 61-59, la partita era ancora tutta da giocare.

L’incontro, come da copione,  inizia con l’Élfic in cattedra, trascinato sin dal primo minuto da una Giroud vestita a festa (31 i punti messi a segno). Le bellinzonesi cercano a fatica di mantenere il passo, ma ancora una volta mancano i preziosi punti della topscorer Jackson, abulica come già in gara 1. Il primo quarto si chiude sul 22-13.

Nel secondo quarto arriva la prima decisa reazione delle ospiti, intenzionate a non cedere le armi senza lottare, che dopo tre minuti si portano addirittura in vantaggio (22-23). Segue una fase di equilibrio, poi le burgunde si riportano avanti, ma alla pausa il distacco è comunque contenuto (38-32).

Nel terzo tempo si riprende all’insegna dell’equilibrio, con le due squadre a ribattersi colpo su colpo, le friborghesi trascinate dalla Giroud, le bellinzonesi dal trio Reed-Lopez-Sohm, ma mantenendo costante il distacco. Poi le ospiti premono sull’acceleratore e inizia la rimonta, che porta il risultato a fissarsi sul 55-54 all’ultima pausa.

L’ultimo quarto si fa dunque incandescente, con le friborghesi in affanno a sbagliare con maggiore frequenza, e il Bellinzona a portarsi persino in vantaggio una seconda volta (55-56). Poi però emerge l’esperienza delle padrone di casa, che riescono a scavare un modesto ma comunque sufficiente divario di 6-7 punti, che negli ultimi secondi di gioco salirà a 11 punti.

In definitiva quella che poteva risultare una partita dall’esito scontato si è rivelata un’occasione mancata di poco per pareggiare i conti. Questa seconda semifinale si è rivelata avvincente, e ha evidenziato come la differenza di livello fra il Bellinzona e il Friborgo non sia in definitiva così marcata, e vada cercata soprattutto sulla maggiore esperienza delle romande. Una nota particolare la merita l’ottimo arbitraggio dei signori Bovard e Gharib, che ha permesso di cancellare i recenti brutti ricordi.

ÉLFIC FRIBORGO – JUICE BELLINZONA     74 – 63  (22-13, 16-19, 17-22, 19-9)

Jackson (8), Reed (21), Sohm (14), Ndombele, Lamprecht, Bianda, Meroni, Franscella (2), Mossi, Lopez (18)

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