Storia

la-storia

 

 

Gli inizi

Quella della pallacanestro a Bellinzona è una lunga storia. Infatti risale al 1948 (e dunque l’anno prossimo ricorrerà il settantesimo anniversario) la fondazione della Pallacanestro Femminile Bellinzona, iscritta al campionato di 1° lega. Dopo aver debuttato sul terreno delle Scuole Nord, più tardi può disporre del campo in duro adiacente alla palestra della SFG. Nel 1952 la giocatrice del Bellinzona Silvana Rondelli viene convocata nella nazionale svizzera che partecipa ai campionati europei di Mosca. Lo stesso anno però, a seguito della partenza di alcune giocatrici, la società si scioglie.

Rifondata nel 1959 come Pallacanestro Tre Castelli, iscritta al campionato di prima lega, la società raggiunge poi la promozione in LNB. Nel 1974, con le varie Del Don, Mercoli, Alliata e Chiavenna disputa la sua prima finale di promozione in LNA affrontando l’Olympic Friborgo; le burgunde vincono e la promozione sfuma. Nel 1976 si presenta una nuova occasione, ma le bellinzonesi perdono in semifinale dall’Uni Basilea.

Nuovo cambio di identità nel 1979, con il distacco dalla maschile e la fondazione dell’Associazione Bellinzona Femminile Basket, che giostra sempre in LNB, giocando in casa nella palestra del ginnasio di Giubiasco. Nel 1981 però la mancanza di ricambi provoca il ritiro della prima squadra, anche se il settore giovanile prosegue la propria attività sotto la guida di Ursula Mercoli. Il titolo svizzero nella categoria scolare ottenuto nel 1986 segna l’inizio della rinascita. Una squadra viene nuovamente iscritta in prima lega, nel 1998 arriva la promozione in LNB e infine nel 1990 quella nella massima lega nazionale, al termine di un campionato chiuso con 22 vittorie in altrettanti partite.

La stagione d’oro del basket bellinzonese

La stagione 1990-1991 vede la fusione con il settore maschile del Fidefinanz Bellinzona, mentre la compagine femminile assume il nome dello sponsor Riello. Nel gennaio del 1991 arriva dagli Stati Uniti Pamela Hudson, la prima straniera, che spinge le compagne fino alla semifinale di campionato e la conquista del terzo posto, così come alla semifinale di Coppa svizzera. L’appuntamento con il trionfo è solo rimandato: al termine della stagione successiva (1991-1992) quelle che oramai sono note come le “Pinkies” conquistano Coppa e titolo di campionesse svizzere, dando inizio alla stagione d’oro del basket bellinzonese.

Tra il 1992 e il 1998, in una serie impressionante e irripetibile di successi, la squadra femminile del Bellinzona conquista sei titoli nazionali e sei Coppe svizzere, e ha l’occasione di cimentarsi anche nelle coppe europee. La stagione 1994-1995 vede però la fine di una striscia impressionante di 72 vittorie consecutive e 1022 giorni di imbattibilità, e la perdita del titolo. Nello stesso anno le scolare conquistano il titolo svizzero e viene inaugurato il Palabasket (l’attuale Palasport).

La stagione successiva le “Pinkies” raccolgono il quinto titolo nazionale consecutivo ma, a Zurigo perdono dal Wetzikon la finale di Coppa svizzera. Le cadette conquistano il titolo nazionale della categoria e le “speranze” chiudono al terzo rango nell’ambito nazionale. Nel dicembre 1996 la società cambia il nome in Società Basket Bellinzona.

Nel 1997 vi è il distacco dal settore maschile e la nascita della Pallacanestro Femminile Bellinzona. Se il titolo nazionale passa al Troistorrents, il Bellinzona conquista la quinta Coppa svizzera. Nel 1998 arriva l’ultima doppietta coppa-campionato. Purtroppo però in maggio, dopo aver disputato 257 partite e segnato 6949 punti, Pamela Hudson lascia il Bellinzona per andare a giocare nella ABL americana.

Il declino

Come tutte le storie belle, anche quella del Bellinzona ripetutamente vincente volge al termine. Ai ripetuti successi segue un periodo di scarse soddisfazioni. Nella stagione 1998-1999 esce di scena dalla Coppa svizzera, perdendo dal Nyon mentre il titolo va ancora al Troistorrents. Si arriva alla soglia di un 2000, pieno di incognite, di problemi ma, con tante speranze. Con sorpresa però arriva la sconfitta nella semifinale di campionato contro il modesto Sursee e a Friborgo l’eliminazione in Coppa ad opera del Martigny, nel quale gioca Pamela Hudson, nel frattempo tornata dagli Stati Uniti…

All’inizio della stagione 2000-2001 Fabrizio Rezzonico, artefice del periodo di successi appena conclusi, viene rilevato da Ernesto Faggioli, mentre dai Portland Fire (WNBA) giunge a Bellinzona De Mya Walker. Faggioli assumerà pure, in contemporanea la conduzione della nazionale svizzera femminile. La stagione tuttavia non riserva alcun successo, con una sconfitta contro l’Olympic nella semifinale di Coppa e l’eliminazione dal campionato, sempre in semifinale, ad opera del Martigny..

Nel gennaio 2002 viene ingaggiata la nuova straniera Kristin Folkl, pure essa proveniente dai Portland Fire. Poco dopo però la promessa Kareen Twehues lascia il Bellinzona per Gordola. La squadra si classifica quinta nella regular season, e per la prima volta da dieci anni a quella parte non si qualifica per i playoff.

Nella stagione 2002-2003 il Bellinzona fa fatica a tenere il passo. In Coppa esce ai sedicesimi, eliminato dal Riva, mentre in campionato trova la salvezza nelle ultime partite, classificandosi al settimo posto.

Nel mese di gennaio 2004 Gianluca Barilari subentra a Osca Rota. A marzo il Bellinzona raggiunge le semifinali di Coppa, dove viene eliminato ancora una volta dal Riva, mentre in campionato, sempre in semifinale, soccombe al Martigny.

Quella del 2004-2005 è l’ultima stagione in A del Bellinzona. A gennaio 2005 arriva la scozzese Kim McMillan. In Coppa si registra la sconfitta in semifinale ad opera del Pully. Marco Mascitelli viene esonerato e sostituito da Ursula Mercoli. In aprile si impone nel torneo contro la retrocessione, battendo in due gare l’Opfikon.

La ricostruzione

Il 10 agosto 2005 la società comunica il ritiro della squadra dal campionato svizzero di LNA 2005-2006. È l’inizio di una nuova fase di ricostruzione dalle fondamenta. Il 2008 saluta il rientro in LNB, con una squadra formata da giovanissime ragazze uscite dal vivaio. L’apprendistato dura tre anni, il tempo necessario per agguantare una rocambolesca quanto inattesa promozione nella finale di play off contro la Muraltese.

Dalla stagione 2012-2013 la Pallacanestro Bellinzona giostra nuovamente nella LNA. Da sei stagioni il nome della nostra città è nuovamente rappresentato nella massima categoria nazionale femminile.

Oggi come in passato, la ragion d’essere, ma anche la premessa, della prima squadra è il settore giovanile, che tradizionalmente ha prodotto elementi di valore a livello nazionale. Attualmente la società è attiva, partecipando ai relativi campionati, in tutte le categorie (Easy basket, U8, U10, U12, U14, U16/U19) e dispone anche di una squadra senior, nella quale si ritrovano ragazze, giovani e meno giovani, con alle spalle un passato agonistico. Una quindicina di allenatori e animatori si occupano quotidianamente di un centinaio di giocatrici e giocatori (quest’ultimi solo nel minibasket, mentre a partire dagli U14 vi sono solo squadre femminili). Inoltre una ventina di altre persone opera nella società a vario titolo (comitato, ufficiali al tavolo, arbitri, collaboratori, ecc.).

Il Bellinzona guarda con orgoglio al passato e con soddisfazione al presente. Per quanto concerne il futuro l’immagine è invece meno nitida. Il basket non è più uno sport di massa, e quello femminile ancor meno. Le ragazze che praticano questo sport con perseveranza, scalando le categorie giovanili, sono sempre meno. Il prossimo futuro ci dirà se saranno date le premesse per continuare a far parte dell’élite nazionale, o se, come già in passato, sarà necessario inaugurare un nuovo ciclo e ricominciare a costruire dalle fondamenta. In ogni caso il basket femminile continuerà ad essere presente a Bellinzona!

 

(marzo 2017)